Manicomio di Vercelli

Scritta su muro che dice 'DELIRIUM', con vernice scrostata e macchie di ruggine.

Origini e struttura architettonica
Il manicomio di Vercelli è un complesso ospedaliero originariamente costruito tra il 1934 e il 1937 su progetto dell’ingegnere Luigi Martina, con la direzione iniziale affidata allo psichiatra Adamo Mario Fiamberti. Il complesso, completato nel 1937, era uno degli ospedali psichiatrici più grandi d’Italia, esteso su 28 ettari, servito anche da una apposita stazione della tranvia Vercelli-Trino. L’edificio comprendeva 20 padiglioni sostanzialmente identici, allineati e disposti attorno a una piccola chiesa. La struttura comprendeva anche un teatro.

Facciata di un edificio abbandonato con pareti verdi e finestre chiuse, circondato da alberi e recinzione arancione.
Interno di un cinema abbandonato con poltrone danneggiate e soffitto in rovina, illuminato da una finestra sullo sfondo.
Interno di una sala abbandonata con molte sedie disposte in modo disordinato, circondate da detriti e segni di degrado.

Periodo fascista
Verso la fine della seconda guerra mondiale, nell’aprile-maggio 1945, l’ospedale ospitava prigionieri fascisti della Repubblica Sociale Italiana, stanti in quello che era stato inizialmente il campo di concentramento di Novara. Il 12-13 maggio 1945, alcuni partigiani della 182ª Brigata Garibaldi “Pietro Camana” prelevarono 75 prigionieri e li portarono all’ospedale, dove vennero eseguite esecuzioni sommarie. Le fonti indicano un numero di vittime compreso tra 51 e 65 persone.

Un vecchio volantino di Radio Igea, con un'immagine di persone in un ambiente radiofonico, giace su un pavimento polveroso.

Periodo repubblicano
Dal 1965 all’ospedale diresse Baldassarre Buffa, un psichiatra che mantenne l’impostazione tradizionale di gestione psichiatrica. Durante questo periodo, le condizioni di trattamento di molti pazienti suscitavano contestazione crescente tra gli operatori sanitari stessi.

Lotta per la riforma psichiatria (1972)
Nel 1972, la situazione all’interno dell’ospedale si aggravò a causa delle condizioni di trattamento che includevano la zolfoterapia (iniezioni a base di zolfo) e l’elettrochoc. La dottoressa Maria Pia Conte e la collega Annalisa (Elisabetta) Salvatore, assunte come assistenti medici, iniziarono a denunciare pubblicamente queste pratiche e il clima autoritario del manicomio. La loro testimonianza causò il licenziamento di entrambe, insieme a 11 altri medici e collaboratori che contestavano la gestione dell’ospedale. La lotta contro questa situazione ebbe risonanza nazionale e coinvolse diverse organizzazioni.

Un nastro VHS con etichetta, intitolato 'Corso audiovisivo per la formazione professionale degli infermieri', con evidenti segni di usura, posizionato su una scrivania accanto a un libro di patologia generale.

Chiusura
L’ospedale rimase attivo fino al 1978, quando entrò in vigore la legge Basaglia (Legge 180) che dispose la chiusura graduale di tutti gli ospedali psichiatrici in Italia. Durante il periodo di graduale dismissione del complesso, vi vennero ospitate alcune comunità destinate agli ex-pazienti in vista del loro reinserimento nel tessuto sociale. Alcune parti dell’edificio rimasero in uso fino al 1991, mentre alcuni uffici dell’ARPA provinciale ne occuparono un padiglione fino al 2022.

Due tute protettive bianche appese a un appendiabiti in una stanza vuota con pareti gialle.
Un armadietto metallico con tre cassetti e una porta aperta, dotato di simboli di avvertimento radioattivo.
Un contatore Geiger Kimmel MAB 605 su uno scaffale, con display e indicatori per la misurazione della radiazione.

Memoria storiografica
Il manicomio di Vercelli ha mantenuto nel tempo un ricordo diviso: dal 1945 in poi, fu memoria associata sia all’eccidio del periodo di guerra, che ricorda l’omicidio di prigionieri fascisti, sia a momenti di lotte per la riforma psichiatria che trasformarono quel luogo simbolo della psichiatria biologica nel centro di uno dei casi più famosi della battaglia per l’assenimento psichiatrico italiano.

Abbandono e conservazione urbana
Attualmente il complesso è inutilizzato ed è stato utilizzato principalmente per decenni tra gli appassionati di urbex e luoghi abbandonati.

I monumenti commemorativi dell’eccidio del 1945 sono stati eretti presso il ponte sul canale Cavour a Greggio e sullo spiazzo antistante l’edificio dell’ospedale psichiatrico.

Entrata di un edificio abbandonato con pareti verdi e una porta arrugginita. Scritta graffiti sulla parete: 'A vostro piacere e per amor'. Vegetazione che cresce attorno all'ingresso.

DesolateSpaces 2016

In questo inizio 2017 ho deciso di pubblicare una raccolta di mie fotografie raccolte durante il 2016.

Il libro se qualcuno sarà mai interessato a spendere circa 70€ (lo so son tanti 😔, ma ha la sovraccoperta! 😎) potete trovarlo su Lulu.com a questo indirizzo

Desolate Spaces 2016

Se invece preferite il supporto digitale costa solo 4,99€

Desolate Spaces 2016 ebook

Asylum of Volterra

Ex – Manicomio di Volterra

18 December 2016

Volterra is a small Italian town in Tuscany, founded in Etruscan age. In the historic center it is located a castle at time of the Medici, is now a  prison state… a prison in medieval style XD.

But, there is also an abandoned asylum where his most famous guest was Oreste Fernando Nannetti called NOF4

« io sono un astronautico ingegnere minerario nel sistema mentale »

Ex Manicomio di Volterra

Castle – Prison

The population of the asylum has achieved up 4900 patients, a very big number, certainly the real mental patients were much lower. The site included vegetable gardens and workshops where the patients had worked. They had the double function: self-reliance for the asylum and Therapy for Patients.

Ex Manicomio di Volterra

Ex Manicomio di Volterra

Ex Manicomio di Volterra

Ex Manicomio di Volterra

 

 


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Asylum of Aguscello

Manicomio infantile di Aguscello

03 April 2016

Reading on the Internet the history of this place, you should be afraid to meet with the presence of some ghost of some children hospitalized into the structure, or the presence of satanic Mass… in theory

Manicomio_Aguscello 2016-04-03 006

“Don’t take the flowers and candy, they are for kids”

This is the first thing you encounter just walked in…

Manicomio Aguscello by Alessandro Vito Lipari on 500px.com

This is the major corps of the asylum, we entered the room of boilers in the basement to go up the first floor, further it was too dangerous, the structure is very run down.

Inside the asylum instead it is full of stupid written, fascist and penises drawings, PENIES! Why! ah no ghost has been seen, maybe they have more taste.

 

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More inforamation about Aguscello

Asyulm of Collegno

Ex-Ospedale Psichiatrico Certosa di Collegno

Colegno 2014-06-08 096

8 June 2014

During this period I worked in Turin, and on Friday evenings I often went to the events organized by Onirica, which took place in Collegno and I completely ingored that it was an ex – asylum.

One day I found a photo exhibition about an asylum in Collegno, curiously I set route on navigator and I left, so I found out that every Friday night I went to dance into the hospital’s  laundry room.
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Colegno 2014-06-08 045

THE HISTORY

The royal Charterhouse of Collegno was first a monastery of the Carthusian monks from the second half of the 1600s, to become a Royal Madhouse since 1851.

The ERGOTHERAPY was practiced, the treatment of diseases through work, which acted as an intermediary between the patient and the surrounding environment, in this way he regained self-confidence by reactivating attitudes compromised by the pathology. The internees were often people who had physical problems, deformities and not necessarily mental illness. It is possible to observe the patient cells, the huge pavilions and the immense park of about 400,000 m2 inside the structure.
The guests of the Charterhouse were engaged in the work in the fields which served not only as a therapy, but also to support the structure itself.

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