Villa Paleotti – Spalletti

Una vecchia cascina in un campo, con pareti in mattoni e un cielo nuvoloso.

La Villa Paleotti-Spalletti rappresenta uno dei residui storici più significativi della pianura bolognese. Situata in una delle aree a più alta densità industriale della provincia, la villa vive oggi un isolamento paradossale. Costruita nel XVII secolo e appartenuta alla famiglia Paleotti (nota per la produzione di tessuti pregiati), è stata successivamente di proprietà dei mercanti Zagnoni.

La parte più antica della villa padronale risale al XVI secolo. Il FAI ricostruisce una successione di famiglie legate alla proprietà: Scardovi (1520), Ghelli (1564), Paleotti (1622), Zagnoni, Boretti e infine Spalletti dal 1827. Il complesso non era semplicemente una residenza: comprendeva villa, stalle, essiccatoio, officina/fabbreria, cappella gentilizia e altri fabbricati agricoli. L’impianto che vediamo oggi è quindi il risultato di aggiunte e trasformazioni protrattesi fino all’Ottocento

Il sito non è solo un’architettura signorile; rappresenta la persistenza della industrializzazione agricola e tessile in un territorio che ha subito una trasformazione radicale. Il passaggio alla proprietà Zagnoni nel 1682 portò all’istituzione di fieri storiche nell’area, legando la villa alle dinamiche commerciali del territorio.

Note di approfondimento: Il sito è stato recentemente segnalato come “Luogo del Cuore” dal FAI, un riconoscimento che sottolinea la necessità di preservare il patrimonio architettonico minacciato dall’oblio e dal degrado ambientale.

Un antico edificio abbandonato circondato da un prato verde e alberi.

Prima di essere definitivamente abbandonata, la villa sicuramente era in una fase di ristrutturazione, anche se un po’ particolare. La porta di accesso ad una stanza con il soffitto completamente decorato assomiglia alla porta di una cella.

Entrata di un edificio abbandonato con porte in metallo e scale di legno

Un altro aspetto curioso è stato il ritrovamento di alcuni dipinti recenti in varie stanze della casa.

Una tavola dipinta con un riflesso blu e giallo, appoggiata su un pavimento di terra con pareti grezze sullo sfondo.

Ovviamente prima di abbandonarla la villa è stata spogliata dei suoi quadri, ma sotto di essi sono rimaste visibili delle scritte che ci permettono di ricavare alcune informazioni sulla storia di questa abitazione.

Parete interna con cornice decorativa e scritta antica che indica l'anno 1958, con segni di umidità e peeling della vernice.
Una parete con una cornice decorativa contenente un testo scritto, esposta vicino a una finestra aperta che lascia entrare la luce, in un ambiente con muri crepati.

Consonno, la città dei balocchi abbandonata

Consonno è una frazione abbandonata del comune di Olginate, in provincia di Lecco, situata tra le colline della Brianza lecchese, in Lombardia, la sua storia recente è segnata da un ambizioso progetto urbanistico del Novecento.

Nel 1962, l’imprenditore Mario Bagno acquistò l’intero borgo con l’intento di trasformarlo in una sorta di “Las Vegas della Brianza”: un parco di divertimenti e centro turistico lussuoso, con edifici esotici e architetture ispirate a vari stili del mondo. Tuttavia, il sogno durò poco. Dopo un periodo di vivace attività negli anni ’60 e ’70, una frana del 1976 interruppe l’unica strada di accesso, decretando il declino della città.

Abbandonata progressivamente negli anni successivi, Consonno divenne un luogo fantasma, preda del degrado e del fascino malinconico delle rovine. Oggi è meta di curiosi, fotografi e appassionati di urbex, che ne esplorano i resti come testimonianza di un sogno visionario e incompiuto.

Sia gli esterni che gli interni degli edifici sono diventate delle tele per i writers, ma dell’antico splendore del posto non rimane nulla, sia il mobilio che molti elementi degli edifici o sono stati portati via o sono stati devastati.

L’esclusività di questa città non era data solo dal lusso dei suoi edifici, ma anche dalla straordinaria vista sul paesaggio che si offriva ai suoi ospiti.

X – PLANET

Fino agli inizi degli anni 2000 le discoteche erano locali immensi, su più livelli e dotati di giardino esterno con molti bar dove ordinare i propri cocktail. Strutture simili resistono in Riviera Romagnola, mentre in Emilia molte di esse hanno subito una progressiva decadenza alla quale non è sfuggita nemmeno questa grande discoteca ormai abbandonata e vandalizzata.

La storia dell’X-PLANET termina nel 2008, ma era iniziata negli anni Settanta raggiungendo l’apice negli anni Ottanta, quando i giovani andavano in discoteca la Domenica pomeriggio.

L’esterno di questa discoteca abbandonata è veramente immenso, i party estivi dovevano essere grandiosi tra musica, piscina e drink.

Tempo di andare a ballare

Nelle discoteche di oggi sono praticamente scomparsi gli ingressi con drink in omaggio e le stesse drink card, ma una volta non era così…

Ville abbandonate – Provincia di Parma – Villa del Cavallo

Marzo 2022

La villa è una delle più iconiche del panorama urbex, esteriormente si presenta ancora in buona condizioni e nel giardino, come all’interno, sono presenti tracce di un principio di ristrutturazione poi interrotta.

La villa risale alla prima metà del XVII secolo ed è situata nelle campagne parmensi, sotto si possono osservare due fotografie: quella in bianco e nero dei primi del ‘900 e quella a colori che è lo stato attuale della villa.

Al primo piano troviamo la famosa statua del dell’arcangelo Gabriele (?) che scaccia Lucifero nel salone centrale.

Il tetto è finemente lavorato con affreschi che terminano in sculture che danno un senso di profondità al soffitto.

Si può notate che la figura femminile tiene in mano aiutato da un putto la pianta dell’edificio.

Salendo al piano superiore si trova un altro salone ed un piccolo terrazzo sormontato di statue dove è collocata anche una vasca da bagno, probabilmente portata qui durante la fase di ristrutturazione.

Le decorazioni del salone comprendono dei giochi di prospettiva, insieme ad una figura inquietante di bambina che mi ha sorpreso mentre salivo la scala di accesso alla sala.

Nel piano interrato della villa si trova la cucina ed il magazzino, insieme ad un canale interno.

Chiesa abbandonata – Provincia di Parma

Ottobre 2021

Era il periodo di Halloween e stavo cercando un posto per fare un set fotografico, quando grazie al suggerimento di un amico ho trovato questa chiesa abbandonata in provincia di Parma. L’unica informazione che sono riuscito a reperire è il periodo storico in cui fu edificata, questa chiesa sconsacrata dovrebbe risalire intorno al ‘700.

Paesi Abbandonati – Le Caselle

Il borgo abbandonato delle Caselle, è un’altra borgata dell’Appennino Emiliano abbandonata in tempi recenti, la causa risale al Gennaio del’53, per via di un movimento franoso che ha lambito il paese, senza però provocare danni alle abitazioni, ma che ha comunque costretto la popolazione all’evacuazione.

Negli anni ’70, il paese riprese vita grazie ad una comunità hippy che vi si stabilì per qualche anno, per poi venire nuovamente abbandonato.

Attualmente nel borgo la vegetazione è la padrona di casa, molte abitazioni sono ormai crollate, ma alcune resistono all’incedere del tempo, regalandoci uno sguardo sulla vita passata delle comunità montane. Le Caselle è diventano un paese fantasma (o ghost village per usare un termine caro agli urbex) della montagna.